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	<title>Riabilitart &#187; Senza categoria</title>
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		<title>MAL DI SCHIENA AL RISVEGLIO</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2018 06:16:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Può capitare di avere il mal di schiena al risveglio ed iniziare quindi la giornata non nel modo migliore, portandosi dietro tutto il fastidio e la spossatezza che una pessima alzata può causare. È però indispensabile trovare una soluzione al problema per non avere future ripercussioni. Ma dove andare a scovare le cause? Sicuramente una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.riabilitart.it/wp-content/uploads/2018/06/alzarsi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-388" src="http://www.riabilitart.it/wp-content/uploads/2018/06/alzarsi-300x159.jpg" alt="alzarsi" width="300" height="159" /></a></p>
<p>Può capitare di avere il mal di schiena al risveglio ed iniziare quindi la giornata non nel modo migliore, portandosi dietro tutto il fastidio e la spossatezza che una pessima alzata può causare.<br />
È però indispensabile trovare una soluzione al problema per non avere future ripercussioni.<br />
Ma dove andare a scovare le cause? Sicuramente una verifica del materasso va fatta, se è molto vecchio, se è deformato, oppure un cuscino troppo morbido o troppo duro, ma il più delle volte la lombalgia non dipende da quello.<br />
Ecco alcune possibili situazioni e quale consiglio è meglio seguire per alleviare e risolvere il dolore.</p>
<p><strong>La postura</strong></p>
<p>La postura che manteniamo quotidianamente è fondamentale per non soffrire di dolori di vario tipo, dal mal di schiena nella zona lombare oppure nella zona delle spalle. E la posizione in ufficio, in cui trascorriamo molte ore seduti, può essere fonte di diversi stati dolorosi ed anche del mal di schiena mattutino. Valutate quindi come state seduti durante la giornata e apportate le giuste correzioni come quello di stare appoggiati allo schienale e tuttalpiù di usare un cuscino per evitare di incurvare la colonna vertebrale. Una postura corretta aiuta il benessere del corpo, attenzione anche a quando camminate e all’uso eccessivo di tacchi troppo alti che sbilanciano la colonna vertebrale generando una posizione scorretta. Vi sono alcune tecniche di correzione che potreste utilizzare come la Alexander.</p>
<p><strong><span class="evidenziatore">Sforzi eccessivi</span></strong></p>
<p>Se fate un lavoro pesante o avete per caso sollevato pesi per un trasloco o per avere riordinato casa o il giardino, può essere che tutto il “lavoro” sia stato scaricato sulla zona lombare. Questo perché spesso non ci si piega sulle ginocchia utilizzando quindi anche le gambe, ma ci si piega semplicemente e si sforza con le braccia. Se avete mal di schiena al risveglio per questa situazione è meglio effettuare esercizi di allungamento ed in caso estremo utilizzare un disinfiammante. In pochissimi giorni il tutto sparisce.</p>
<p><strong><span class="evidenziatore">Attività sportiva</span></strong></p>
<p>Anche la pratica eccessiva di una attività sportiva può causare mal di schiena al risveglio o se non si usa la corretta attrezzatura. Se correndo o facendo jogging non si usano delle scarpe appropriate, le vibrazioni che dal piede salgono alla schiena, posso causare problemi alla parte bassa della schiena. Oppure se vengono praticati esercizi di addominali non correttamente, accade che la schiena ne soffra. Prestate quindi attenzione anche quando vi allenate, non esagerate e seguite le indicazioni dei professionisti per evitare spiacevoli problemi dolorosi.</p>
<p><strong><span class="evidenziatore">Stress</span></strong></p>
<p>Anche lo stress e la tensione nervosa (ed è forse tra le cause più frequenti) possono a volte scaricarsi nella zona lombare e generare il mal di schiena al risveglio. Se nella parte alta avvengono contrazioni ed irrigidimento, anche verso la zona sacrale si possono creare irrigidimenti che nonostante il sonno, non si riescono ad eliminare, generando dolori al mattino. In questo caso, provate con applicazioni calde o affidatevi ad un buon massaggiatore che può agire in modo specifico e con poche sedute eliminare il problema, ma il miglior consiglio è quello di trovare uno sfogo con attività sportiva o qualche hobby che vi rassereni il più possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: <a href="https://www.riabilimed.it/mal-schiena-al-risveglio-possibili-cause-soluzioni/?utm_campaign=shareaholic">https://www.riabilimed.it/mal-schiena-al-risveglio-possibili-cause-soluzioni/?utm_campaign=shareaholic</a></p>
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		<title>PERIOSTITE TIBIALE</title>
		<link>http://www.riabilitart.it/periostite-tibiale/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 13:48:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La periostite è un processo infiammatorio a carico del periostio. Il periostio è la membrana che avvolge le ossa e che svolge una funzione di protezione, nutrimento e rigenerazione ossea. Attraverso questa membrana, i muscoli si inseriscono all’osso tramite strutture tendinee o aponeurotiche. La patologia può interessare un solo osso (solitamente la tibia, nella sua [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.riabilitart.it/wp-content/uploads/2016/01/periostite-tibiale.jpg"><img class=" size-medium wp-image-330 aligncenter" src="http://www.riabilitart.it/wp-content/uploads/2016/01/periostite-tibiale-300x174.jpg" alt="periostite-tibiale" width="300" height="174" /></a></p>
<p>La periostite è un processo infiammatorio a carico del periostio. Il periostio è la membrana che avvolge le ossa e che svolge una funzione di protezione, nutrimento e rigenerazione ossea. Attraverso questa membrana, i muscoli si inseriscono all’osso tramite strutture tendinee o aponeurotiche. La patologia può interessare un solo osso (solitamente la tibia, nella sua forma più comune) oppure più elementi dello scheletro.</p>
<p>Nel corridore è molto frequente la periostite tibiale (detta anche <em>sindrome da stress tibiale mediale</em>). Questa è un’infiammazione del periostio che avvolge la tibia sul lato interno, causata da un sovraccarico funzionale all’origine del muscolo tibiale posteriore dall’osso. Un sovraccarico all’origine del tibiale posteriore si verifica con maggiore frequenza in caso di:</p>
<ul>
<li>piede cavo: il piede cavo mette eccessivamente in tensione le strutture posteriori;</li>
<li>pronazione del piede: il muscolo tibiale posteriore, essendo un supinatore, viene eccessivamente caricato nei piedi pronati.</li>
</ul>
<p><strong>CAUSE</strong></p>
<p>La periostite tibiale può insorgere quando i muscoli anteriori della gamba sono sottoposti a stress determinato da corsa, soprattutto su superfici dure o in punta di piedi a lungo, o da attività sportive che comprendono salti. Nei runner, in particolare, le cause che più frequentemente scatenano la periostite sono:</p>
<p>a) Abbinamento della corsa con altri sport (specie se richiedono frequenti salti, come il basket);<br />
e) Errata distribuzione del carico provocata da un’asimmetria nell’appoggio;<br />
b) Scarpe non idonee o prive di un’adeguata capacità di assorbire gli shock;<br />
c) Corsa in discesa;<br />
d) Sovrappeso.</p>
<p>Quindi, in generale, tutte quelle situazioni che aumentano il carico a danno della tibia. In alcuni casi, però, può non trattarsi di periostite tibiale, ma di altre patologie che pur presentano delle similitudini (es. <em>sindrome del muscolo tibiale anteriore</em> o <em>fratture da stress</em>).</p>
<p><strong>CHI COLPISCE</strong></p>
<p>I soggetti che più facilmente incorrono in questo tipo di patologia sono i runner e, in generale, tutti quegli sportivi che praticano la corsa come parte importante della loro preparazione e disciplina sportiva, come ad esempio i calciatori, i giocatori di basket, i rugbisti, i triatleti, ecc. Coloro che sono più predisposti alla periostite tibiale sono gli atleti con un piede cavo-pronato e, generalmente, la patologia sorge come conseguenza di un aumento degli allenamenti, sia in quantità (più frequenti) che qualità (intensità e sforzo). L’iperpronazione <span style="color: #000000;">(piede piatto)</span> è un altro fattore che può provocare un aumento di stress a carico dei muscoli della gamba durante l’attività fisica. Anche le persone con arco plantare molto pronunciato possono sviluppare disturbi da periostite tibiale poiché questo tipo di piede ha scarsa capacità di assorbire gli shock.</p>
<p><strong>SINTOMI</strong></p>
<p>Il sintomo principale con cui si presenta la periostite tibiale è un forte dolore circoscritto al margine mediale della tibia (circa 10 cm sopra la caviglia) e può interessare una zona più o meno ampia della stessa. Quando la patologia è nel suo stato iniziale, il dolore alla tibia scompare dopo aver percorso pochi chilometri, ma poi tende a ripresentarsi in maniera costante rendendo impossibile l’allenamento. In alcuni casi, può manifestarsi anche quando si è in fase di riposo.</p>
<p>Un primo controllo medico può rivelare la presenza della periostite tibiale. Infatti, il soggetto interessato avverte dolore alla presso-palpazione o anche attraverso la flessione plantare delle dita e del piede. In alcuni casi, si può notare un certo gonfiore nell’area interessata. L’esame radiografico consente di individuare situazioni anormali a carico del periostio. La scintigrafia ossea, in caso di esito negativo, consente di escludere altre patologie (es. <em>fratture da stress</em>).</p>
<p><strong>POSSIBILI RIMEDI</strong></p>
<p>Un intervento corretto deve prevedere il riconoscimento ed il trattamento efficace del difetto meccanico. La terapia deve inizialmente eliminare l’infiammazione locale e successivamente portare ad un recupero sportivo graduale, dopo aver compensato o corretto il piede. Un primo obiettivo, quindi, è evitare la cronicizzazione della patologia. A tal proposito, è caldamente consigliato un stop dall’attività sportiva per alcune settimane non appena ci si rende conto di avere la periostite tibiale (tramite controlli medici). L’infiammazione locale può essere eliminata in 3 modi:</p>
<ul>
<li><strong>Terapia medica</strong>: si avvale dei farmaci anti-infiammatori e mio-rilassanti.</li>
<li><strong>Terapia infiltrativa</strong>: si può avvalere dei cortisonici somministrati per via locale. Una terapia più sicura, però, è rappresentata dalle infiltrazioni di ossigeno-ozono, che hanno effetti anti-infiammatori, senza gli effetti negativi dei cortisonici.</li>
<li><strong>Terapia fisica</strong>: i mezzi fisici più adeguati a sfiammare localmente una periostite tibiale sono la tecarterapia e l’ultrasuonoterapia.</li>
</ul>
<p>Si può anche intervenire con la <strong>crioterapia</strong> (particolare terapia che fa uso del ghiaccio). Se al termine di questa prima cura il problema non passa, il medico quasi certamente consiglierà degli esami più approfonditi (risonanza magnetica o scintografia, in modo da escludere eventuali fratture da stress) e, quindi, cure adeguate alla situazione rilevata. Sicuramente, passato il problema, è necessario prepararsi al meglio prima di riprendere l’attività sportiva, come ad esempio una riabilitazione muscolare piuttosto che la scelta di scarpe adeguate, oltre che di solette o plantari in grado di migliorare l’appoggio del piede e proteggerlo da ulteriori traumi.</p>
<p><strong>PREVENZIONE</strong></p>
<p>Il modo migliore per prevenire la periostite tibiale è l’allungamento e il rafforzamento dei muscoli della gamba, indossare calzature con buona capacità di assorbimento degli shock, evitare di correre su superfici dure o di correre eccessivamente o di saltare in punta di piedi. Sono inoltre importanti solette o ortesi che offrano sostegno all’arco plantare per iperpronazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SINDROME DA CONFLITTO SUB-ACROMIALE</title>
		<link>http://www.riabilitart.it/sindrome-da-conflitto-sub-acromiale/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 16:45:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La sindrome da conflitto alla spalla (o impingement sub-acromiale) è una sindrome dolorosa che consiste nella compressione del tendine del muscolo sovraspinoso durante il movimento di elevazione del braccio e nella fase di ritorno alla posizione di riposo. L’impingement colpisce sportivi, casalinghe oppure operai che lavorano con il braccio elevato sopra la spalla: pallavolisti, lanciatori, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.riabilitart.it/wp-content/uploads/2015/10/download.jpg"><img class=" size-full wp-image-314 aligncenter" src="http://www.riabilitart.it/wp-content/uploads/2015/10/download.jpg" alt="download" width="200" height="150" /></a></p>
<p>La sindrome da conflitto alla spalla (o impingement sub-acromiale) è una sindrome dolorosa che consiste nella compressione del tendine del muscolo sovraspinoso durante il movimento di elevazione del braccio e nella fase di ritorno alla posizione di riposo.</p>
<p>L’impingement colpisce sportivi, casalinghe oppure operai che lavorano con il braccio elevato sopra la spalla: pallavolisti, lanciatori, nuotatori e imbianchini ecc.<br />
In passato si parlava di periartrite per indicare questo disturbo della spalla, ma ne comprendeva anche altri come la borsite, così oggi viene indicata in modo specifico con questa definizione.</p>
<p>Lo strozzamento dei tendini non è dovuto esclusivamente alla vicinanza tra omero e acromion, bensì ad altre cause che riducono lo spazio subacromiale: l’infiammazione dei tendini, una tenosinovite, l’instabilità della spalla, la borsite e la formazione di osteofiti.<br />
In caso di tendinite, si può notare un ispessimento del tendine dovuto al sovraccarico funzionale, ne consegue il versamento di liquido infiammatorio.</p>
<p>1-<strong>L’instabilità</strong> della spalla è causata da:</p>
<p>&#8211; deficit di forza della cuffia dei rotatori che non riescono a tenere unita la testa dell’omero alla glena scapolare;<br />
&#8211; lassità dei legamenti della spalla;<br />
In questa condizione, durante l’elevazione del braccio, l’epifisi dell’osso del braccio si sposta verso l’acromion.</p>
<p>2-<strong>La borsite</strong> subacromiale è l’infiammazione della borsa sinoviale compresa tra acromion e testa omerale, l’ispessimento di questa struttura produce una pressione anomala sui tendini della cuffia dei rotatori.</p>
<p>3-<strong>Gli osteofiti</strong> sono dei depositi di calcio sull’osso che possono sporgere nell’articolazione e interferire sulla dinamica del movimento.</p>
<p>Esistono delle suddivisioni in 3 o 4 stadi di gravità dell’impingement in base alla progressione della malattia: nel primo stadio si nota solo un infiammazione acuta della borsa sinoviale o dei tendini della cuffia dei rotatori, con limitazione nei movimenti. Nel secondo stadio è presente la degenerazione del tendine con eventuale lesione parziale accompagnata da versamento di liquido infiammatorio o ematoma (in questa situazione si avverte molto dolore e la funzionalità della spalla è ridotta) e nell’ultima fase della periartrite, si verifica la rottura completa della cuffia dei rotatori, il più colpito è sempre il sovraspinoso, con versamento e dolore insopportabile anche a riposo. La rottura del tendine di un muscolo della cuffia causa un processo di retrazione e allontanamento dei monconi, oltre ad atrofia e degenerazione del muscolo.</p>
<p><b>CAUSE</b></p>
<p>Spesso, i soggetti colpiti da sindrome da conflitto presentano un acromion uncinato o incurvato verso il basso, in questa situazione si riduce lo spazio subacromiale in cui scorre il tendine del sovraspinato.</p>
<p>La Tendinopatia della spalla si riscontra per motivi traumatici, a causa dell’artrosi e negli sportivi che lanciano con il braccio sopra l’articolazione gleno-omerale. Un’altra causa è l’occupazione, infatti qualsiasi lavoro ripetitivo in cui si eleva il braccio oltre gli 85°/90° rispetto al tronco può causare una tenosinovite, per esempio l’imbianchino. La tenosinovite è l’infiammazione del tendine e della membrana o guaina sinoviale in cui scorre, infatti tutti la maggior parte dei tendini scorre in un canale lubrificato che riduce l’attrito e previene infiammazioni e degenerazioni.</p>
<p><b>SINTOMI</b></p>
<p>In base alla causa della periartrite, il dolore e la limitazione funzionale possono assumere caratteristiche diverse.<br />
In acuto la spalla è dolorante in tutti i movimenti, la mobilizzazione passiva riduce l’intensità del fastidio, ma non lo elimina. Alcune volte il dolore si propaga lungo il braccio; ciò significa che il problema irrita i nervi o il tessuto connettivo che attraversano il braccio.</p>
<p>Se l’impingement è secondario ad una borsite subacromiale, i sintomi si presentano soprattutto dopo un periodo di riposo.<br />
Dopo un tempo di immobilità superiore ai 15 minuti, la borsa s’ispessisce perché non ha la possibilità di spargere il liquido sinoviale in eccesso nell’articolazione, mentre durante il movimento riesce a svuotarsi, quindi cessa di premere sulle strutture circostanti.<br />
Ci sono pazienti anziani, con rottura completa del sovraspinato e borsite, che dopo aver “scaldato” la spalla con alcuni movimenti, non avvertono nessun dolore.<br />
Se l’impingement è la conseguenza di una tendinite cronica, il dolore si presenta nei movimenti di elevazione dell’arto superiore sopra il livello della spalla e con le rotazioni interna ed esterna.<br />
Nei casi più gravi il paziente avverte dolore anche da fermo.<br />
Alcuni pazienti non sanno come dormire, si girano tutta la notte alla ricerca della posizione che allevi i sintomi perché in certi casi, entrambe le spalle sono dolorose, durante il giorno si sentono stanchi e nervosi.<br />
La limitazione dei movimenti può essere negli ultimi gradi del range articolare oppure all’inizio del movimento; è facile incontrare pazienti che soffrono molto nell’elevazione del braccio fino all’altezza della spalla, ma da quel punto riescono a raggiungere il punto più alto di elevazione del braccio senza avvertire fastidio.<br />
In presenza di un importante rigidità, il mancato uso della spalla provoca atrofia muscolo-tendinea e aderenze che peggiorano il quadro clinico.</p>
<p><b>DIAGNOSI</b></p>
<p>Per effettuare la diagnosi di sindrome da impingement è necessario un esame clinico da parte del medico che esegue alcuni test: Neer, Yocum, Jobe ecc.<br />
In seguito, controlla l’anamnesi e valuta la forza e l’articolarità della spalla del paziente.<br />
Il medico specialista: ortopedico o fisiatra, decide se prescrivere una risonanza magnetica o un ecografia al paziente, con lo scopo di valutare lo stato dei tendini e della borsa sinoviale.<br />
Generalmente, gli sportivi giovani con dolore alla spalla soffrono di tendinite o instabilità dovuta ad una lussazione, mentre gli anziani hanno un quadro di rottura completa di almeno un tendine della cuffia dei rotatori provocato da una caduta o da un movimento brusco eseguito per afferrare un oggetto che sta cadendo.</p>
<p>Quando si esegue un ecografia su una spalla dolorosa, si può trovare una minima infiammazione o una tendinite, se la si compara subito dopo con quella sana, può risultare che quest’ultima mostri un infiammazione in più aree, una degenerazione delle strutture tendinee e una calcificazione.<br />
Così facendo, risulta che la spalla sana è peggiore di quella malata, questo succede perché non c’è sempre una corrispondenza chiara tra dolore e infiammazione.<br />
In pratica potremmo avere almeno 10 tendini degenerati con versamento senza avvertire nessun sintomo.<br />
Gli esami strumentali sono necessari per escludere le patologie più gravi come quelle oncologiche, ma non può essere l’unico mezzo per fare diagnosi.</p>
<p><b>TRATTAMENTO</b></p>
<p>Nel trattamento della spalla dolorosa con borsite o tendinite acuta si inizia con la fisioterapia per abbassare l’intensità del dolore: Tecar Terapia e Laser sono le terapie con più efficacia in tal senso.<br />
Appena il paziente è in grado di effettuare alcuni esercizi in palestra, si inizia il lavoro di potenziamento muscolare, rinforzando i muscoli extrarotatori (cuffia dei rotatori) e retropulsori (romboidi, grande rotondo e gran dorsale) per correggere gli squilibri tra la muscolatura anteriore e posteriore della spalla.</p>
<p>Le terapie manuali sono utili per :</p>
<p>-allineare correttamente l’articolazione;<br />
-sciogliere le contratture che influiscono sulla dinamica della spalla;<br />
-eliminare le aderenze del tessuto connettivo.</p>
<p>La manipolazione miofasciale è una terapia manuale molto efficace nel trattamento della periartrite della spalla.<br />
In caso di infiammazione cronica resistente ai trattamenti conservativi, dopo alcuni mesi, lo specialista può consigliare tre infiltrazioni locali di cortisone.<br />
I giovani e gli adulti con la lesione completa di un tendine possono optare per l’intervento chirurgico di ricostruzione, mentre gli anziani raramente sono indirizzati verso l’operazione perché ci sono altri muscoli che hanno la stessa azione di quello rotto. Questi soggetti riescono a compiere tutti le attività della vita quotidiana.<br />
Un eventuale calcificazione non si elimina con la fisioterapia, ma diventa necessario ricorrere a le onde d’urto, oppure nei casi più estremi è necessario rivolgersi al chirurgo per scioglierla o romperla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: www.fisioterapiarubiera.com</p>
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