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	<title>Riabilitart &#187; fascite plantare</title>
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		<title>LO SPERONE CALCANEARE</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 10:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cliente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[generalità]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia strutturale]]></category>
		<category><![CDATA[calcificazione]]></category>
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<p>Lo sperone calcaneare è una patologia per sua natura invalidante e molto diffusa anche se spesso misconosciuta; caratterizzata da un dolore acuto nella zona del tallone ed una deambulazione faticosa. Stiamo parlando di quella che fondamentalmente è una entesopatia calcifica della fascia plantare, ossia una importante sofferenza dell&#8217;inserzione tendinea della fascia plantare sulla porzione inferiore del calcagno di natura calcifica. La calcificazione è una risposta fisiologia organica ad i numerosi microtraumatismi in questa zona; può generarsi, ad esempio, se l&#8217;appoggio del piede durante la deambulazione è alterato e ciò causa un&#8217;infiammazione attraverso una sollecitazione continua della fascia plantare al punto d&#8217;inserzione sul calcagno. Questa sindrome può sviluppare dolori tanto forti da impedire di camminare e genera un dolore vivo alla palpazione nel centro del tallone. A volte la spina è asintomatica : da alcuni studi risulta che ogni 10 persone che presentano all&#8217;RX tale patologia, 2 non lamentano una sintomatologia dolorosa. Per chi pratica sport, invece, la presenza della spina fa aumentare considerevolmente le probabilità d&#8217;infiammazione della fascia plantare che s&#8217;inserisce sul tallone, con conseguente dolore acuto. Oltre agli sportivi, specie i giovani che sottopongono ad eccessivi carichi funzionali il piede, ne soffrono di più gli uomini over 40, specie se in sovrappeso. L&#8217;evoluzione è benigna e non causa deformità, tuttavia la guarigione può essere lenta e può richiedere un lungo ciclo fisioterapico.</p>
<p><strong>LE CAUSE:</strong></p>
<p>Il dolore, come già detto, si organizza in quanto la fascia plantare è troppo tesa e s&#8217;infiamma. Subito sotto la pelle infatti, la struttura fibrosa e connettivale tra tallone e dita della fascia assicura con la sua tensione l&#8217;arcata plantare del piede, ma se troppo tesa come nei piedi cavi o troppo sollecitata come in chi fa sport o ha problemi posturali statici o dinamici, deforma il suo punto d&#8217;ancoraggio al tallone fino a formare la spina.<br />
Quest&#8217;ultima si genera proprio per le trazioni del tendine di Achille o della fascia plantare sul periostio del calcagno in quanto questi movimenti favoriscono la formazione di nuovo tessuto osseo per riparare le microlesioni. Quello appena descritto è in realtà un meccanismo abbastanza comune alle entesiti o alle microlesioni dei corpi tendinei, l&#8217;organismo tenta la riparazione con la deposizione di cristalli di calcio che poi, accumulandosi, vanno a formare la calcificazione. Questa patologia può derivare anche da affezioni sistemiche e metaboliche come l&#8217;artrite reumatoide, la gotta, le collagenopatie e le patologie reumatiche in genere. Secondo alcune ricerche, inoltre, tra le cause possono esservi anche problemi nel metabolismo dell&#8217;acido urico, ma anche l&#8217;aver indossato per molto tempo calzature  inadatte, rigide e di scarsa qualità.</p>
<p><b>IL TRATTAMENTO:</b></p>
<p>La prima cura sono il ghiaccio ed il riposo funzionale, essendo questa un patologia strettamente legata alle sollecitazioni meccaniche ed ai sovraccarichi funzionali. Se il dolore è davvero inarrestabile, si può ricorrere ad infiltrazioni locali di derivati cortisonici ed anestetici; inoltre, per far si che le sollecitazioni meccaniche vengano meno, è necessario ricorrere all&#8217;uso di un plantare che scarichi il piede.<br />
Quest&#8217;ultimo serve per sostenere correttamente il piede, ridurre la tensione sulla fascia ed il peso sul punto dolente. Il plantare giusto per questo tipo di disturbo dev&#8217;essere quindi in materiale semirigido per dare origine a parti di scarico del dolore (in concomitanza della spina) e a parti di sostegno (in concomitanza con la fascia plantare).<br />
<strong>Imprescindibile è il trattamento fisioterapico,</strong> che prevede terapia antalgica come Ipertermia, Tecar, Laser ad alta potenza e Onde d&#8217;Urto (RSWT). Stretching della fascia, bendaggio di scarico della pianta (Taping Neuro Muscolare) e manipolazioni fasciali ed osteopatiche per ridurre le tensioni e permettere la corretta biomeccanica articolare del piede.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: www.phisiovit.it</p>
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