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	<title>Riabilitart &#187; sport</title>
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		<title>LE LESIONI MUSCOLARI NELLO SPORT</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 14:25:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[lesioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante lo svolgimento di una disciplina sportiva, specie se particolarmente impegnativa, si può andare incontro ad episodi dolorosi ad insorgenza acuta a carico dei muscoli, provocati da una lesioni delle fibre muscolari. Questo tipo di danno rappresenta l’evento traumatico acuto di più comune osservazione in ambito medico‑sportivo, con una incidenza compresa tra il 10 e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.riabilitart.it/wp-content/uploads/2015/07/infortunio.png"><img class=" size-medium wp-image-296 aligncenter" src="http://www.riabilitart.it/wp-content/uploads/2015/07/infortunio-300x171.png" alt="infortunio" width="300" height="171" /></a></p>
<p>Durante lo svolgimento di una disciplina sportiva, specie se particolarmente impegnativa, si può andare incontro ad episodi dolorosi ad insorgenza acuta a carico dei muscoli, provocati da una lesioni delle fibre muscolari.<br />
Questo tipo di danno rappresenta l’evento traumatico acuto di più comune osservazione in ambito medico‑sportivo, con <strong>una incidenza compresa tra il 10 e il 30% di tutti i traumi da sport.</strong><br />
Tali affezioni <strong>non devono essere sottovalutate</strong>, ma al contrario vanno tenute nella massima considerazione, poiché dal loro corretto inquadramento e da un trattamento idoneo può dipendere il proseguimento della disciplina sportiva non solo negli atleti di alto livello, ma anche in quelli impegnati in attività amatoriali.</p>
<p><strong>CLASSIFICAZIONE DELLE LESIONI MUSCOLARI</strong><br />
In ambito sportivo una lesione muscolare si può verificare in due modi principali:<br />
• <strong>per un trauma diretto</strong> (contusione muscolare) che avviene solitamente in quelle discipline nelle quali si realizza un contatto fisico con l’avversario (calcio, rugby, football americano). In questi casi il danno si verifica quando il muscolo viene colpito con violenza da un agente esterno, con effetti tanto più gravi se l’incidente avviene quando il muscolo è in fase di contrazione<br />
• <strong>per un trauma cosiddetto “indi­retto”</strong> che si realizza in genere durante la fase dinamica della corsa o del salto; il meccanismo traumatico di queste forme va ricercato nell’improvviso allungamento passivo del muscolo provocato dalle leve scheletriche o da una contrazione troppo rapida a partire da una situazione di completo rilasciamento.</p>
<p><strong>FATTORI PREDISPONENTI ALLE LESIONI MUSCOLARI</strong><br />
Sono stati identificati numerosi fattori capaci di favorire la comparsa di una lesione; tra questi, particolare valore può essere attribuito allo scarso allenamento, ad un inadeguato riscaldamento prima della gara o ad un’eccessiva fatica che non consente di eseguire movimenti ben coordinati. Non vanno poi dimenticati fattori esterni in grado di condizionare negativamente la bontà della dinamica muscolare, quali ad esempio le situazioni climatico‑ambientali sfavorevoli (elevata umidità e bassa temperatura esterna) ma anche terreni di gioco che non consentono un’adeguata aderenza al suolo provocando l’esecuzione di movimenti non corretti.</p>
<p><strong>SINTOMATOLOGIA DELLE LESIONI MUSCOLARI</strong><br />
La caratteristica comune sia delle forme secondarie a contusione che di quelle da trauma indiretto risiede nella rottura di un numero variabile di fibre muscolari, che determina la comparsa del dolore e nei casi più gravi la impossibilità di appoggiare l’arto infortunato a terra.<br />
Poiché i muscoli in attività hanno la caratteristica di avere un elevato flusso sanguigno, è inevitabile che assieme alle fibre muscolari si possano rompere i vasi capillari che decorrono tra le fibre provocando una emorragia; tale situazione permette di spiegare il motivo per cui a seguito di una lesione muscolare si può formare un ematoma (raccolta di sangue all’interno del muscolo) oppure una ecchimosi superficiale, che spesso affiora a distanza dal punto di lesione.<br />
La caratteristica più comune è quella del dolore che compare improvvisamente durante la pratica dell’attività sportiva; a seconda della quantità di fibre che si sono rotte è possibile suddividere le lesioni in forme lievi sino a forme molto gravi nelle quali il muscolo è interrotto in modo pressoché completo, dando luogo a quelle situazioni conosciute con il termine di “strappo muscolare”.</p>
<p>Il dolore può inoltre assumere caratteristiche diverse a seconda della regione anatomica interessata, con una sensazione di tipo trafittivo o crampiforme a livello della coscia e di tipo contusivo (l’atleta riferisce la sensazione di essere stato colpito dall’esterno) nelle lesioni a carico dei muscoli del polpaccio.</p>
<p><strong>COSA FARE IN CASO DI LESIONI MUSCOLARI</strong><br />
L’aspetto più importante è quello di individuare sin dalle prime fasi la gravità della lesione, perché da questa dipende il tipo di trattamento e soprattutto la prognosi: è importante, quindi rivolgersi subito allo specialista.<br />
In questi casi l’esame ecografico risulta di particolare utilità pratica perché consente di verificare direttamente la quantità di fibre che si sono interrotte.<br />
Poiché la lesione è, in definitiva, una “ferita” più o meno estesa all’interno di un muscolo è importante ricordare che ogni contrazione, anche quella che si verifica con il semplice camminare, può estendere il danno. Per tale motivo il riposo e la sospensione dell’attività sportiva sono molto importanti e vanno rispettati sino alla scomparsa dei sintomi più eclatanti. L’applicazione locale di ghiaccio per i primi due giorni consente, inoltre, da un lato di ridurre il dolore e dall’altro di bloccare l’emorragia presente.</p>
<p><strong>RIPRESA DELL’ATTIVITÀ SPORTIVA DOPO UN EVENTO TRAUMATICO DI LESIONI MUSCOLARI</strong><br />
La ripresa sarà possibile solo quando sarà avvenuta la completa riparazione del danno con una cicatrice fibrosa; il muscolo, infatti, guarisce non riformando se non in minima parte tessuto muscolare, ma un tessuto cicatriziale che è comunque in grado di svolgere una efficace funzione riparativa. In alcuni casi meno fortunati, soprattutto dopo un trauma contusivo, in corrispondenza dell’area di lesione si può formare una calcificazione muscolare che è ben visualizzabile sia con l’ecografia che con un esame radiografico</p>
<p>I tempi di guarigione cambiano molto a seconda della entità del danno e possono variare da circa una settimana per le forme più lievi ad oltre due mesi per quelle più gravi. Prima di riprendere a pieno ritmo l’attività sportiva è necessario praticare un periodo di rieducazione funzionale che ha lo scopo di riadattare il muscolo agli sforzi più impegnativi.</p>
<p><strong>PREVENZIONE DELLE LESIONI MUSCOLARI</strong><br />
Le contusioni muscolari sono difficilmente prevenibili in quanto sono strettamente legate ad eventi casuali connessi alla dinamica dei gesto sportivo; quelle di tipo indiretto risentono favorevolmente di una buona condizione fisica generale, di un buon riscaldamento prima della prestazione sportiva e soprattutto di esercizi di allungamento muscolare (stretching) da eseguire in modo costante e regolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: www.coni.it</p>
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		<title>OSTEOPATIA E SPORT</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 14:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generalità]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia strutturale]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Osteopati sanno che la loro professione ha la massima efficacia nel riequilibrare corpi sottoposti a costrizioni estreme. L’assistenza di un Osteopata viene effettuata in totale complementarietà con altri professionisti della sanità. L’esperienza pratica ha dimostrato che lo sportivo cerca nell’ Osteopatia un sostegno sia preventivo di preparazione alla competizione sia un aiuto nel recupero [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div class="container " ></div><div class="layout-column col-md-6 " ></div><img class="alignnone" src="http://www.alessandrianews.it/immagini_articoli/201105/76411819_Alessandria_sport.jpg" alt="" width="966" height="824" /></p>
<p>Gli Osteopati sanno che la loro professione ha la massima efficacia nel riequilibrare corpi sottoposti a costrizioni estreme. L’assistenza di un Osteopata viene effettuata in totale complementarietà con altri professionisti della sanità.<br />
L’esperienza pratica ha dimostrato che lo sportivo cerca nell’ Osteopatia un sostegno sia preventivo di preparazione alla competizione sia un aiuto nel recupero dopo un trauma con conseguente riduzione delle sue capacità fisiche.<br />
La presenza di un <strong>Osteopata</strong> nell’ambito dell’assistenza sarà quindi d’aiuto allo <strong>sportivo</strong>, in collaborazione con lo <strong>staff medico</strong>, per meglio gestire, mantenere o ripristinare le sue capacità in tutte le tappe della manifestazione.</p>
<p><strong>Il ruolo dell’ Osteopata</strong> sarà primario:<br />
• nella ricerca di eventuali squilibri che possono dare luogo a sofferenza (tendiniti, torcicollo, tensioni muscolari, disturbi organici funzionali, ansia da recupero…)<br />
• per trattare con l’aiuto di tecniche manuali adattate, per alleviare caso per caso ed aiutare l’organismo a riequilibrarsi in modo duraturo.</p>
<p><strong>L’azione dell’ Osteopata sarà dunque curativa e/o preventiva a seconda della richiesta dello sportivo.</strong></p>
<p>Il <strong>CALCIATORE</strong>: l’ Osteopata offre due assi d’intervento al calciatore:</p>
<p><strong>Immediato e curativo</strong><br />
1. Gli allenamenti e le partite a cui sono sottoposti tendono a sollecitare spesso le stesse articolazioni: caviglie, ginocchia, bacino, vertebre lombari e cervicali.<br />
2. Tutte queste articolazioni sono quindi, sia per sforzi sia per traumi ai quali sono sottoposte, inclini a perdere la capacità e la qualità del movimento. Queste lesioni osteopatiche sono evidenziate e riarmonizzate dalla mano dell’osteopata come conseguenza, il calciatore potrà riprendere la sua attività fisica al più presto.</p>
<p><strong>A lungo termine</strong><br />
1. Il calciatore a livello agonistico deve essere seguito regolarmente da un Osteopata per effettuare un “controllo tecnico” dei diversi segmenti sollecitati dalla pratica sportiva. E’ allora possibile intervenire prima dell’istaurarsi di patologie croniche tipo: pubalgie, lombalgie o tendinite degli adduttori.<br />
2. L’ Osteopata aiuta il calciatore a gestire nel tempo il suo capitale salute. Seguendo gli allenamenti, l’osteopata studia la qualità del gesto del calciatore ed è in grado di apprezzare se è al meglio del suo potenziale fisico.</p>
<p>Il <strong>CICLISTA</strong>: (professionista od amatoriale) può nella sua pratica (strada, cross, trial) presentare un certo numero di disturbi fisiologici e dolori. L’ <strong>Osteopata</strong> lavora in stretta <strong>collaborazione</strong> con lo <strong>staff tecnico</strong> (allenatore, medico, meccanico) ed interviene a due livelli:</p>
<p>• <strong>Preparatoria</strong>: il ciclista trascorre parecchio tempo sulla sua bicicletta, in posizione seduta spesso piegato in due: necessita di ore ed ore di allenamento, le gare stesse sono molto lunghe e questa posizione piegata richiede enormi sacrifici che scateneranno dei problemi di funzionalità viscerale che bisognerà saper gestire in funzione del concetto osteopatico.<br />
• <strong>Corsa giornaliera</strong>: è necessario che l’atleta abbia immediatamente disponibile il suo capitale fisico, l’ Osteopata avrà cura di verificare tutti gli ingranaggi della meccanica umana che saranno sollecitati da questo sforzo intenso. Dopo la corsa regolerà gli eventuali traumi che presenterà il ciclista (cadute, traumi, fatica muscolare intensa, stress).<br />
• <strong>Corsa a tappe</strong>: bisogna considerare l’elemento recupero. L’ Osteopata ha un ruolo essenziale con il suo approccio qualitativo sulla funzione cranio-sacrale nell’accesso al sonno. Infatti il recupero delle attitudini fisiche risiede nella qualità del sonno del corridore. Il nostro concetto di globalità del corpo ci permetterà di predisporre l’atleta ad un lungo sonno di recupero.</p>
<p>L’ Osteopata deve dare prova di grande disponibilità per poter intervenire sui bisogni immediati e preventivi del ciclista di alto livello.</p>
<p>Il <strong>CORRIDORE</strong>: malgrado il peso relativamente importante, l’uomo dispone di solo due punti d’appoggio. Questo paradosso gli ha permesso di sviluppare una morfologia incredibilmente complessa per assicurare il suo equilibrio nei suoi spostamenti. Complessità ossea, nervosa, muscolare, legamentosa e circolatoria. Tutta una struttura funzionale della quale si deve capire il movimento e della quale bisognerà scoprire le perdite di mobilità. Questo è il ruolo dell’ Osteopata.<br />
Se la marcia è una successione di cadute mancate, che dire allora della corsa. Un calciatore durante una partita, subisce 15.000 impatti con il suolo, un giocatore di tennis 18.000, un corridore dei 1.500 metri 1.200 volte, un maratoneta da 30.000 a 35.000 volte.<br />
L’intensità con la quale uno sportivo entra in contatto con il suolo può essere moltiplicata per 3 ed anche più rispetto alla marcia normale. Un’onda d’urto attraverserà tutti i tessuti ossei, muscolari e connettivi e si ripercuoterà a livello del piede, della caviglia, della tibia e del perone, del ginocchio, dell’anca, del bacino, della colonna lombare, dorsale e cervicale e della base del cranio. Tutto ciò potrà provocare dei disturbi e delle lesioni a diversi livelli.<br />
In relazione a questa analisi, il compito dell’ Osteopata sarà di intuire qualsiasi disarmonia suscettibile di provocare uno squilibrio nella funzionalità dello sportivo di alto livello. Per esempio, nella maratona di New York su 200 partecipanti francesi visti per consultazioni osteopatiche, più del 50% presentavano dolori alla schiena.<br />
L’ Osteopata potrà ugualmente trattare, con tecniche specifiche, le conseguenze sugli organi (fegato, reni…) delle vibrazioni a volte nocive rappresentate dalla corsa. Infatti ad ogni falcata, si genera un’onda d’urto paragonabile ad una scossa tellurica di intensità tra 3 e 4 della scala richter con un tempo d’impatto molto breve.<br />
L’ Osteopata aiuterà l’atleta prodigandosi a livello, preventivo, tra una gara e l’altra, affinché le sue capacità siano ottimizzate prima della partenza.</p>
<p>Il <strong>PILOTA</strong>: l’ Osteopata ha due possibilità d’intervento verso il pilota di corse.<br />
• <strong>Preparatorio</strong>: bisogna conoscere tutte le costrizioni a cui è sottoposto il pilota, costrizioni a livello delle vertebre cervicali ( 3a 4g tenuto conto del peso della testa e del casco). Ma anche a livello della muscolatura degli arti superiori e dei piedi in funzione dei numerosi cambiamenti di velocità. Il tronco deve mantenere l’insieme permettendo alle funzioni organiche di realizzarsi (respirazione, circolazione, metabolismo), il tutto in un universo ristretto, surriscaldato, dove la concentrazione deve essere massima, per dare anticipo e riflessi istantanei. L’ Osteopata saprà determinare e prevenire con il suo approccio le restrizioni di mobilità articolari, viscerali e muscolari che potrebbero limitare la capacità di questo organismo sottoposto alle sollecitazioni massime sopracitate.<br />
• <strong>Durante la corsa</strong>: il ruolo dell’ Osteopata è molto importante, segue il pilota sin dall’uscita dello stand. Una volta reidratato, alimentato, messo a suo agio, dovrà considerare la situazione muscolare e articolare per evidenziare le tensioni inaccettabili e limitanti per la comodità del pilota e la sua concentrazione. L’abitacolo esiguo può provocare traumi a livello dei gomiti e delle ginocchia, le cui conseguenze vanno considerate per l’integrità dei tessuti. Nelle corse, l’ Osteopata, lavorerà per la distensione del pilota in modo da favorirgli qualche minuto di sonno, ricostituente essenziale del potenziale energetico dell’individuo. L’ Osteopata aiuta il pilota a gestire il suo capitale salute durante la sollecitazione massima rappresentata della corsa. Nei rally, le costrizioni sono diverse, l’ Osteopata deve adattarsi alla configurazione della prova ed alle sollecitazioni imposte dal tracciato. Troverà blocchi articolari vertebrali più numerosi.</p>
<p><strong>I suoi mezz</strong>i L’ Osteopata esercita un approccio globale sul paziente, utilizzando tecniche manuali.<br />
Segue una diagnostica sistematica basata su manovre osteopatiche e di esclusione.<br />
I mezzi che l’ Osteopata utilizza per effettuare una diagnosi sono complementari.</p>
<p>• anamnesi del paziente, suoi antecedenti, e stile di vita<br />
• richiesta al paziente di eventuali analisi o lastre<br />
• test manuali di mobilità ed esplorazione funzionale<br />
• ricerca dei micromovimenti dei tessuti e valutazione delle restrizioni.</p>
<p>I suoi interventi manuali agiranno sui sistemi fisiologici del corpo umano e su tutti i sistemi funzionali: muscolo-scheletrico, vascolare, viscerale, cranio-sacrale.</p>
<p><strong>L’ Osteopatia in 7 punti</strong><br />
1. “L’ Osteopatia è la vita nel movimento”.<br />
2. L’analisi del movimento è realizzata attraverso un unico strumento: la mano.<br />
3. L’apprendistato gestuale e l’educazione palpatoria permettono di accedere ad un’analisi qualitativa del movimento.<br />
4. La proprietà di un organismo in equilibrio sta nella sua capacità di adattamento. La perdita di questa facoltà di traduce con una alterazione della stato di salute.<br />
5. La presa in considerazione dell’individuo nella sua globalità porta alla diagnosi osteopatica specifica ed al trattamento consequenziale.<br />
6. L’osservazione, la palpazione e l’interpretazione dei test specifici sono necessari alla messa in opera del trattamento osteopatico.<br />
7. La capacità di formulare una diagnosi di esclusione permette all’osteopatia, attraverso la sua specificità ed originalità, di proporsi come approccio complementare della medicina convenzionale.</p>
<p><strong>I suoi princip</strong>i<br />
L’originalità dell’ Osteopatia si articola in tre punti:</p>
<p>1. la mano come mezzo d’analisi e di cura<br />
2. la considerazione dell’individuo nella sua globalità<br />
3. il principio di autoregolazione (omeostasi) ossia la capacità propria dell’organismo di rigenerarsi</p>
<p>L’ Osteopatia si basa su tre leggi fondamentali della natura umana:<br />
1. equilibrio: per funzionare, il corpo è alla continua ricerca d’equilibrio. Legge dell’omeostasi generale<br />
2. economia: legge di risparmio sul consumo energetico<br />
3. non dolore: fase iniziale di compensazione</p>
<p>L’ Osteopatia si fonda su di un concetto ma anche sull’educazione palpatoria dei suoi operatori, che percepiscono tensioni e squilibri grazie all’intelligenza di una palpazione specifica: la mano analizza e cura.</p>
<p>L’ Osteopatia fa riferimento all’anatomia e alla fisiologia nel senso più lato. Necessità di competenze nella conoscenza approfondita del funzionamento del corpo umano, delle correlazioni tra diversi sistemi.<br />
Il gesto terapeutico osteopatico rimane sempre nel campo fisiologico.</p>
<p>Quindi il protocollo terapeutico risponde a:</p>
<p>• delle opzioni strategiche: scelta delle tecniche osteopatiche in funzione della lesione, della gerarchia delle disfunzioni, del potenziale vitale del paziente<br />
• delle opzioni tattiche: ruolo del trattamento osteopatico nell’arsenale terapeutico completo (terapia alternativa o complementare)</p>
<p>Oltre ad un trattamento d’urgenza, l’ Osteopatia applica una particolare attenzione alla prevenzione.<br />
Non potendo dissociare il corpo e la psiche che lo anima, avverrà frequentemente di stabilire relazioni tra il sintomo di natura fisica ed un trauma o degli stress successivi sul piano psicologico e affettivo. L’ Osteopatia cerca oltre il sintomo le cause del disturbo.</p>
<p>Il corpo è un meccanismo sofisticato.<br />
Se le diverse strutture presentano interrelazioni corrette avremo un soddisfacente stato di salute.<br />
Se la mobilità delle strutture è disturbata, lo sarà anche la loro funzione.<br />
Le tre leggi, Equilibrio, Economia e Non dolore organizzano allora delle compensazioni che l’organismo stabilisce per ovviare al cattivo funzionamento delle sue componenti.<br />
Essendo ogni parte del corpo completamente interdipendente dall’insieme delle strutture, l’ Osteopata tratterà l’insieme, permettendo al corpo di rimuovere le sue compensazioni e di restituire alle diverse strutture la mobilità iniziale.<br />
Prendiamo l’esempio del pianoforte: l’armonia delle note dipende da ognuna di esse, in presenza di una nota falsa, l’armonia si rompe e bisogna riaccordare il pianoforte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: www.marcopaonessa.it</p>
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